Gli album più attesi del 2016

Il 2015 si sta ormai avvicinando alla fine; un anno, musicalmente parlando, davvero pieno di gradite sorprese e conferme, in ogni genere (dal punk all’elettronica, passando per hip hop e rock). Sarà in grado il 2016 di non farci rimpiangere questa annata così trionfale per la musica? Analizziamo insieme gli album più attesi per l’anno prossimo venturo e vediamo quali sono gli artisti che (auspicabilmente) ci regaleranno dei CD di qualità nel 2016.

Ci sono già molti che hanno annunciato la data di uscita del loro prossimo CD: per esempio David Bowie, il quale rilascerà l’attesissimo “Blackstar” in data 8 gennaio; oppure gli statunitensi Animal Collective, gruppo fondamentale per il movimento folk/psichedelico di inizio anni 2000, che pubblicheranno “Painting With” il 19 febbraio. Gennaio tuttavia non si esaurirà nel ritorno del Duca Bianco. Il 22 gennaio sarà infatti il turno dei veterani Suede e di Tricky, ex alfiere dei Massive Attack e ora solista: i titoli sono rispettivamente “Night Thoughts” e “Skilled Mechanics”.

L’indie rock ritroverà poi i Bloc Party (anche se privi di due elementi fondamentali come Matt Tong e Gordon Moakes) il 29 gennaio, mentre il 5 febbraio Sir Elton John ci regalerà un altro lavoro di inediti: una gradita notizia per gli amanti delle ballate strappalacrime!

Senza dubbio però sono altri i cantanti che più allettano la fantasia del pubblico, quelli che “dovrebbero pubblicare qualcosa, ma non si sa mai…”. Il primo nome che viene in mente è quello di Frank Ocean: dopo il bellissimo “Channel Orange” del 2012 ripetersi sarà difficile, ma il talento dimostrato ci fa ben sperare. Altri due grandi interpreti della black music contemporanea che sembrano pronti a regalarci un nuovo LP sono Kanye West e Drake: dopo il capolavoro di Kendrick Lamar di quest’anno,“To Pimp A Butterfly”, la palma di miglior artista hip hop in circolazione è più contesa che mai.

Per quanto riguarda il mondo dell’indie, vi sono molti artisti attesi al varco, ovvero alla prova della maturità o della definitiva consacrazione: parliamo di pezzi da 90 come Arcade Fire, Arctic Monkeys e xx. Tre artisti molto significativi e molto amati dal pubblico: il rischio flop è sempre in agguato, ma ci hanno abituato così bene che mi sentirei di dire che non ci deluderanno neanche questa volta. I Killers sono invece obbligati a riscattarsi dopo “Battle Born”, che si era rivelato essere ben al di sotto delle aspettative: solo un episodio in una carriera fino a quel momento di buona qualità o un segnale che qualcosa si è rotto nella band originaria di Las Vegas?

Capitolo a parte merita Damon Albarn: il poliedrico artista britannico, dopo il lavoro solista del 2014 “Everyday Robots” e il grande ritorno dei Blur di quest’anno con “The Magic Whip”, ha promesso di resuscitare altre due sue creature: i Gorillaz (il cui ultimo lavoro risale al 2011) e i The Good, The Bad & The Queen, che invece hanno all’attivo un solo album, targato 2007. Insomma, si prospetta un 2016 impegnativo per l’ex esponente del britpop, ormai assurto a cantante versatile e dotato in pressoché ogni genere.

Abbiamo infine l’insieme dei “desaparecidos”: gruppi di cui si erano perse le tracce da anni, ma che nel 2016 sembra possano finalmente tornare alla ribalta. I più rappresentativi sono senza dubbio i Radiohead: la band inglese, ormai completamente indipendente da concetti come “genere musicale” o “etichette discografiche”, dopo il misterioso “King Of Limbs” del 2011 è pronta a tornare insieme dopo i numerosi progetti solisti perseguiti dai membri della band (soprattutto Thom Yorke e Jonni Greenwood). Abbiamo poi M83 e Fleet Foxes, anche loro inattivi dal 2011 (se si eccettua il fatto che gli M83 hanno scritto la colonna sonora del film “Oblivion”): speriamo davvero che la elettronica potente degli M83 e il folk dolce dei Fleet Foxes possa tornare agli antichi fasti. Non dimentichiamoci poi di Bon Iver, il progetto del geniale Justin Vernon: la speranza di avere un seguito all’eccellente “Bon Iver, Bon Iver” di quattro anni fa è flebile, ma insomma sperare non costa nulla no?

Insomma, le premesse per avere un ottimo 2016 ci sono tutte: auguriamoci davvero che tutti questi artisti riescano a esaudire questo nostro desiderio e ci regalino momenti di ottima musica. Abbiamo già avuto un mediocre 2014: speriamo che anni così fiacchi musicalmente non si ripetano nell’arco di un decennio!

 

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