Scheda: Tame Impala

tame impala

I Tame Impala: il secondo da sinistra è Kevin Parker, principale mente musicale del gruppo.

I Tame Impala sono un gruppo rock australiano, capitanato dal geniale compositore Kevin Parker, uno dei maggiori artisti della sua generazione. Il loro genere è un efficace mix di psichedelia, pop e geniali intarsi elettronici. Analizziamone insieme la carriera.

“Innerspeaker”, 2010

Innerspeaker

Già l’esordio dei Tame Impala segna quello che sarà il loro percorso successivo: un sound che richiama molto i grandi artisti psichedelici di fine anni ’60-primi anni ’70, oltre a Flaming Lips e Beatles. Parker condisce il tutto con la sua bella voce, molto simile a John Lennon. Gli highlights sono numerosi: ricordiamo in particolare It Is Not Meant To Be, Solitude Is Bliss (il tema della solitudine ritorna molto spesso nei testi dei Tame Impala) e Alter Ego. Bella anche la strumentale Jeremy’s Storm. Insomma, un grande album d’esordio per la band australiana; ma ancora il meglio deve venire. Voto: 8,5.

“Lonerism”, 2012

lonerism

Pubblico e critica erano rimasti ben impressionati da “Innerspeaker” e le attese per il suo successore erano molto alte. I Tame Impala le mantennero, addirittura superando il già brillante esordio. “Lonerism” infatti, oltre a una superiore qualità delle melodie, brilla anche per i bei testi di molti brani del CD. A questo proposito abbiamo le bellissime Why Won’t They Talk To Me? e Elephant, ma sono riuscitissime anche Mind Mischief, Feels Like We Only Go Backwards e la introduttiva Be Above It, che sembra anticipare la svolta elettronica di “Currents”. Insomma, un trionfo di chitarre, batteria e base ritmica: uno dei migliori lavori del 2012. Voto: 9.

“Currents”, 2015

currents

Molti, dopo il bellissimo “Lonerism”, si chiedevano dove sarebbero andati a parare Parker e co. Avremmo assistito ad un ulteriore perfezionamento dello stile rock-psichedelico dei primi due lavori, oppure ad una radicale svolta? La risposta esatta è la seconda. In “Currents” gli australiani scatenano tutta la loro creatività, introducendo interessanti novità nel sound della band. Abbiamo infatti di fronte un album che mescola sapientemente elettronica, funk, R&B e pop anni ’80. I pezzi migliori sono le trascinanti Let It Happen, Eventually e la misteriosa Past Life, ma nessun brano sfigura. In poche parole, un altro capolavoro da parte di una delle band più continue e geniali della nostra epoca musicale. Voto: 9.

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