Scheda: Muse

muse

La formazione dei Muse.

I Muse sono un famosissimo gruppo rock britannico, formatosi nel lontano 1994 e con una lunghissima discografia. Il loro stile si caratterizza per un forte rimando a Queen, Radiohead e diffusi innesti elettronici. Il risultato è a volte eccessivamente barocco e pompato, ma inimitabile: non a caso sono uno dei gruppi rock più celebri al mondo. Analizziamone la carriera.

“Showbiz”, 1999

showbiz

L’esordio del terzetto britannico richiama fortemente i Radiohead di “The Bends” e “OK Computer”, tanto che i Muse vengono velatamente accusati di plagio da alcuni critici musicali. I risultati comunque non sono disprezzabili (non a caso i fans sono ancora affezionati al CD): ottimi pezzi come Muscle Museum, Sunburn e la romantica Unintended sono ancora oggi evocativi. Niente di che, ma i Muse dimostrarono che la stoffa c’era. Voto: 7,5.

“Origin Of Symmetry”, 2001

origin of symmetry

Eccolo qua il primo grande disco dei Muse: lo stile marcatamente radioheadiano lascia il posto ad uno space rock molto ambizioso, venato da hard rock ma anche ballate efficaci. I brani migliori sono la meravigliosa New Born (con grandissima progressione nella parte centrale), Bliss, la trascinante Plug In Baby e la intima Feeling Good. Insomma, un trionfo. Voto: 8,5.

“Absolution”, 2003

absolution

I Muse erano al picco della creatività e della fama, ma erano contemporaneamente attesi al varco: avrebbero confermato i risultati di “Origin Of Symmetry”? I tre ragazzi inglesi risposero con un CD ancora più solido e coeso: brani come Time Is Running Out e Hysteria sono grandi pezzi rock. Vi sono però anche ballate efficaci, come Sing For Absolution e Apocalypse Please. L’hard rock di Stockholm Syndrome rende il tutto ancora più pepato. In poche parole, uno dei migliori CD del 2003 e dell’intero decennio. Voto: 9.

“Black Holes And Revelations”, 2006

black holes and revelations

I Muse avevano davanti due strade: rischiare ancora di più, avventurandosi in lidi musicalmente inesplorati, oppure adagiarsi sull’efficace formula coniata nei loro due precedenti lavori. Bellamy e co. scelsero coraggiosamente la prima opzione, tentando la strada dell’elettronica e del progressive rock. Emblemi della svolta sono le bellissime Supermassive Black Hole e Knights Of Cydonia, ancora oggi immancabili nei live della band. Le belle canzoni non si fermano qui: come scordare le squisite Starlight e Map Of The Problematique? Insomma, un altro capolavoro era stato aggiunto alla già brillante carriera dei Muse. Voto: 9.

“The Resistance”, 2009

resistance

Il più queeniano degli LP dei Muse è anche quello più controverso. La band infatti tentò ancora nuove strade, tra opera (nelle tre parti della conclusiva Exogenesis) e jazz (in I Belong To You, dove addirittura Bellamy canta in francese). I risultati sono altalenanti: buone la title track e Uprising, entrambe con marcate influenze politiche; meno le già citate Exogenesis e I Belong To You. Interessante Guiding Light, troppo lunga Unnatural Selection. Un (mezzo) passo falso capita a tutti, no? Voto: 7.

 “The 2nd Law”, 2012

the 2nd law

Il 2012 è l’anno delle Olimpiadi di Londra e i Muse sono chiamati a comporre la canzone-manifesto dei Giochi, quella Survival clamorosamente pompata ma alla fine godibile. Meglio però i Muse più “sobri”: per esempio nelle famose Supremacy ed Animals, bei brani che richiamano “Absolution”. L’esperimento dubstep di The 2nd Law: Unsustainable è intrigante, ma riuscito a metà. È comunque da lodare il coraggio dei tre inglesi di provare sempre strade nuove, cosa non banale nel panorama musicale odierno. Voto: 8.

“Drones”, 2015

drones

Il settimo album dei Muse è anche il meno riuscito, fino ad ora, nella loro produzione: la creatività sembra declinare. “Drones” cerca di tornare all’hard rock delle origini, mescolandovi i richiami politici presenti nei due precedenti lavori. Purtroppo, i risultati non sono propriamente scintillanti: buone Psycho e The Reapers, bella ma prevedibile Dead Inside, evitabili i brevi intermezzi Drill Sergeant e JFK. Insomma, discreto ma niente di che. Voto: 7.

 

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