Gli album più attesi del 2017

Il 2016 si è chiuso da poco, ma è già tempo di pensare all’anno prossimo: quali uscite ci procurano l’interesse maggiore?

Partiamo innanzitutto da quelle già annunciate: gennaio si preannuncia un mese piuttosto intenso, con i nuovi lavori di Brian Eno (1 gennaio), xx, Run The Jewels (entrambi 13 gennaio, ma i RTJ hanno già reso disponibile lo streaming del CD) e Cloud Nothings (27 gennaio) che agiteranno i sonni degli amanti della buona musica. In particolare, gli xx sono chiamati alla conferma, a cinque anni da “Coexist”: il singolo On Hold sembra annunciare una svolta verso l’elettronica, aspettiamo di sentire il nuovo CD, intitolato “I See You”. Dal canto loro, Cloud Nothings e Run The Jewels, pur in territori musicali radicalmente differenti (i primi punk, i secondi hip hop), sono chiamati a dare risposte importanti dopo due ottimi lavori come “Here And Nowhere Else” e “RTJ2”, entrambi del 2014.

Febbraio (il 28, per la precisione) sarà invece il mese di uscita del nuovo, attesissimo lavoro del bravissimo Mark Kozelek, mente del progetto Sun Kil Moon, il cui “Benji” (2014) è un capolavoro di folk purissimo. Sarà in grado di replicare la bellezza di quel CD, dopo il meno riuscito “Universal Themes” del 2015?

Il 2017 si preannuncia, inoltre, un anno molto importante per il rock: sono attesissime le nuove produzioni di Arcade Fire, Arctic Monkeys, Horrors e Vampire Weekend. Quattro dei gruppi più rilevanti degli ultimi anni stanno quindi per dare seguito a CD intriganti e riusciti come “Reflektor”, “AM”, “Luminous” e “Modern Vampires Of The City”: chi saprà mantenere meglio le attese di critica e pubblico? Tutte e quattro le band sono attese a dare risposte importanti; per esempio, gli Arcade Fire proseguiranno nella svolta elettronica intrapresa con “Reflektor”? Gli Arctic Monkeys seguiranno altri lidi musicali o ritorneranno al rock suadente di “AM”? Gli Horrors daranno sfogo alla loro creatività, come sempre accaduto finora nella loro brillante carriera, o si rintaneranno in un rock meno ardito e sperimentale? E i Vampire Weekend, dopo l’addio di Rostam Batmanglij, sapranno mantenere gli altissimi livelli compositivi e lirici di “Modern Vampires Of The City”?

Gli amanti del folk-pop saranno poi intrigati dall’attesissimo ritorno di Real Estate e Fleet Foxes; i secondi mancano addirittura da sei anni dalla scena musicale. Venendo da due LP elogiati da pubblico e critica come “Atlas” (2014) e “Helplessness Blues” (2011), i due complessi saranno in grado di mantenere questi altissimi livelli?

Ancora più attese sono, tuttavia, le nuove produzioni di gruppi che, precedentemente, hanno deluso le aspettative: per esempio, Strokes e Killers. I loro precedenti sforzi creativi, “Comedown Machine” e “Battle Born”, erano confusi e poco ispirati: sapranno due delle band indie rock più influenti degli ultimi anni tornare ai loro vecchi livelli, quelli per intendersi dei fulminanti esordi “Is This It” e “Hot Fuss”? Una risposta negativa segnerebbe il declino, forse irreversibile, nei favori del pubblico verso questi due gruppi.

Abbiamo poi in programma i nuovi CD di Franz Ferdinand e Phoenix, due band rimaste un po’ in mezzo al guado: troppo famose per essere underground, troppo raffinate per essere mainstream. Venendo da due lavori appena discreti come “Right Thoughts, Right Words, Right Action” e “Bankrupt!” (entrambi 2013), entrambe sono attese alla prova del nove: definitiva consacrazione oppure no?

Per gli amanti del rock più d’avanguardia e visionario, abbiamo tre band fondamentali che stanno scaldando i motori: The National, Grizzly Bear e Queens Of The Stone Age. Tutti o quasi i membri dei gruppi sono stati molto impegnati in side projects o a produrre successi planetari (vedi Josh Homme dei QOTSA), cosa aspettarsi dai loro nuovi CD? La speranza di noi amanti della buona musica è che tutti e tre producano lavori all’altezza dei loro migliori CD, vale a dire “High Violet”, “Shields” e “Rated R”.

Per gli appassionati del rock vecchia maniera, il nuovo anno promette di essere incandescente: sono in uscita i nuovi album di U2, Depeche Mode, Pearl Jam e… Liam Gallagher. Ebbene sì, il più scapestrato dei due fratelli-coltelli Gallagher ha deciso di intraprendere la carriera solista dopo lo scioglimento dei Beady Eye. Siamo davvero impazienti di ascoltarlo, per la prima volta responsabile dell’intero processo creativo.

Il 2017, poi, promette di essere speciale per l’elettronica: sono programmati i clamorosi ritorni di LCD Soundsystem e Gorillaz. I primi, dopo aver trascorso la prima parte del 2016 in giro per il mondo, probabilmente per ritrovare l’intesa dei giorni migliori, hanno cancellato la presenza ad alcuni festival per concentrarsi appieno sulla produzione dell’album di ritorno, a sei anni dall’ottimo “This Is Happening”: un capolavoro a livello di “Sound Of Silver” (2007) è dietro l’angolo? I Gorillaz, invece, stanno facendo crescere esponenzialmente l’hype sui social networks mediante la rievocazione dei loro tempi migliori e frammenti di nuove storie, a sei anni da “The Fall”, quarto ed ultimo CD (fino ad ora) a firma Gorillaz. La nostra fiducia in Damon Albarn è infinita: speriamo sappia mantenere le attese.

Per gli amanti del pop più commerciale, abbiamo Justin Timberlake e Lorde; per quello più sperimentale, Bjork e MGMT. In poche parole, anche questo genere musicale sembra prospettare svolte molto interessanti nel 2017.

Insomma, non ci resta che aspettare, certi che anche l’anno nuovo sarà ricco di buona musica. Speriamo non sia costellato di morti eccellenti come il 2016, altrimenti la musica perderà in due anni troppi imprescindibili punti di riferimento.

Buon anno da A-Rock!

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