Rising: PinkPantheress & Magdalena Bay

Ritorna la rubrica di A-Rock dedicata agli artisti emergenti. Quest’oggi analizziamo gli esordi di PinkPantheress e dei Magdalena Bay. Buona lettura!

Magdalena Bay, “Mercurial World”

mercurial world

Il primo disco dei Magdalena Bay, la band formata da Mica Tenenbaum e Matthew Lewin, è una ventata di aria fresca nella scena pop. Mescolando influenze variegate, da Grimes a Charli XCX passando per Carly Rae Jepsen, il duo riesce infatti a creare un CD davvero trascinante, ben sequenziato e ricco di ottimi pezzi synth pop.

Passando sopra la scelta di iniziare “Mercurial World” con The End e terminarlo con The Beginning, un po’ troppo fintamente anticonformista, i Magdalena Bay confermano il bene che si diceva di loro negli ambienti specialistici. Dalla title track a Chaeri, da You Lose! a Secrets (Your Fire), il CD è un trionfo per gli amanti tanto di Britney Spears quanto di Madonna, tanto per citare due veterane della scena. Insomma, abbiamo per ora trovato il miglior disco pop dell’anno.

Non fosse per testi spesso deboli e una seconda metà leggermente sottotono rispetto alla squisita parte iniziale (che contiene ad esempio la prevedibile Prophecy), staremmo parlando di un capolavoro. Tuttavia, contando che stiamo parlando di un esordio sulla lunga durata (a nome Magdalena Bay compaiono infatti anche un EP e due brevi mixtape), “Mercurial World” è davvero un successo e farà certamente comparire il nome dei Magdalena Bay in varie liste dei migliori album del 2021.

Voto finale: 8.

PinkPantheress, “to hell with it”

to hell with it

Il mixtape d’esordio della giovanissima inglese è figlio dell’epoca di TikTok, ma allo stesso tempo indebitato con l’estetica di inizio millennio, soprattutto in campo UK garage e R&B. Com’è possibile, verrebbe da dire? Il web è un mondo pieno di risorse e chiunque può ispirarsi a qualsiasi epoca del passato, basta sia accessibile via smartphone. PinkPantheress quindi può, senza problemi, emergere sul social network più giovanilista con la base musicale di un grande successo dei primi anni ’00… ma questo basta per farne un’artista rispettabile?

La risposta è un sì abbastanza convinto. Malgrado “to hell with it” duri a malapena 18 minuti, con canzoni che raggiungono a stento i due minuti di lunghezza, si intravede del talento nel saper scegliere i giusti beat per la voce da bambina di PinkPantheress, che ricorda la Grimes delle origini. Non tutto funziona, ma la varietà stilistica del breve CD è un valore aggiunto che la distanzia da altre star di TikTok emerse di recente.

Ad aggiungere pepe all’apparentemente semplice ricetta che ha portato la Nostra al successo abbiamo il fatto che, in realtà, pur essendo seguitissima sui social, è pressoché impossibile trovare il suo vero nome online. Inoltre, anche il suo volto è stato a lungo nascosto dalla folla famelica di TikTok, facendo capire che siamo di fronte ad una giovane tormentata, o almeno più matura della sua età, come canta in Nineteen: “I wasn’t meant to be this bored at 19”.

Fra i brani migliori abbiamo I Must Apologise e Passion, mentre un po’ sotto la media Last Valentines. In generale, questo pare più un modo di monetizzare un seguito già largo (su Spotify PinkPatheress ha già più di dieci milioni di streaming mensili) che un vero e proprio manifesto artistico. Allo stesso tempo, siamo davvero curiosi di vedere se “to hell with it” sarà solo una fugace espressione di un’irrequieta giovane cantante oppure l’inizio di una carriera onorevole.

Voto finale: 7.

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