Gli album più attesi del 2021

Archiviato il 2020, A-Rock è già all’opera per il nuovo anno: quali sono gli album più attesi del 2021?

Se l’anno passato avevamo indicato come CD più intriganti quelli di Tame Impala e The 1975 (e a ragione, visto che entrambi sono entrati nella top 10 dei 50 album migliori del 2020), nel 2021 i lavori a cui guardiamo con maggiore interesse sono rispettivamente quelli di Kendrick Lamar e Lana Del Rey. K-Dot è ormai entrato nella storia dell’hip hop con album come “good kid, m.A.A.d city” (2012) e “To Pimp A Butterfly” (2015), senza scordarsi di “DAMN.” (2017); il suo quinto album vero e proprio di inediti segnerà un altro passaggio cruciale nell’affermazione del rap come genere imperante nelle classifiche e nella società? Un discorso simile vale per Lana: il precedente “Norman Fucking Rockwell!” è stato l’album del 2019 per A-Rock e molte altre pubblicazioni, oltre che un grande successo commerciale; riuscirà il suo erede, dal titolo “Chemtrails Over The Country Club”, a mantenere tutte le attese riposte in lei da parte di pubblico e critica?

Passando al rock, abbiamo anche in questo caso artisti attesi al varco: gli Arcade Fire, ad esempio, vengono dal loro lavoro più debole, “Everything Now” (2017), un riscatto è necessario per una delle migliori band del XXI secolo. Invece i The War On Drugs devono proseguire sul percorso di crescita intrapreso con “Lost In The Dream” (2014) e “A Deeper Understanding” (2017); un discorso simile vale per Iceage e Parquet Courts, che hanno pubblicato con i loro ultimi LP “Beyondless” e “Wide Awake!” (entrambi del 2018) due lavori variegati e che aprivano strade interessanti al loro punk-rock. Due giovani voci che A-Rock ha già analizzato in passato e inserito nelle liste di fine anno sono Julien Baker e shame: se la prima è attesa al varco dopo “Turn Out The Lights” (2017), il gruppo punk inglese dopo il fulminante esordio “Songs Of Praise” (2018) dovrà confermarsi. Un doveroso rimando poi va ai nuovi (o meglio dire “vecchi”) Red Hot Chili Peppers, che hanno riaccolto John Frusciante: vedremo se l’ispirazione è tornata quella dei tempi migliori. Infine menzioniamo Queens Of The Stone Age e Phoenix, che forse hanno dato il meglio, ma sono comunque nomi importanti nello scenario rock.

Il mondo del pop, dal canto suo, pare che vivrà un 2021 tumultuoso: se già abbiamo citato il nuovo disco di Lana Del Rey, come dimenticarsi che sia Lorde che Adele che Billie Eilish, forse anche Rihanna, potrebbero pubblicare i seguiti a CD che spesso avevano segnato la loro definitiva affermazione anche fra i critici di professione (soprattutto Lorde e RiRi)? Billie, dal canto suo, deve dare un seguito al clamoroso “WHEN WE ALL FALL ASLEEP, WHERE DO WE GO?” (2019); che aveva travolto il mondo della musica due anni fa. Invece il nuovo LP di Adele segue di ormai sei anni “25” (2015): un erede è davvero necessario. Discorso diverso per St. Vincent: Annie Clark è una delle figure più interessanti a cavallo fra pop e rock, specialmente dopo “MASSEDUCTION” (2017), vedremo l’ispirazione dove la porterà.

Il lato hip hop della musica vivrà un 2021 davvero pieno di uscite importanti. Se abbiamo già anticipato che Kendrick Lamar è il più atteso assieme a Lana Del Rey da A-Rock, non dimentichiamoci che il 2021 è l’anno in cui verrà pubblicato, come già anticipato da Drake stesso, “Certified Lover Boy”, il seguito del controverso “Scorpion” (2018): dopo un 2020 che lo ha visto dare alla luce il mixtape “Dark Lane Demo Tapes”, discreto ma nulla più, il canadese deve dimostrare che il successo commerciale può essere accompagnato dal rispetto della critica. Discorso diverso per Danny Brown, che via social ha dichiarato che quest’anno arriverà “XXXX”, seguito del CD che lo ha fatto conoscere al mondo, “XXX” del 2011. Il suo stile, pazzoide ma creativo, sarà un toccasana per la scena hip hop. Il giovane rapper inglese slowthai invece seguirà il grande esordio “Nothing Great About Britain” (2019) con “TYRON”: manterrà le aspettative? Come non menzionare Travis Scott poi, uno dei nomi più trendy degli ultimi anni, atteso con “Utopia”? Chiudiamo la rassegna con il caldissimo Denzel Curry, che nel 2020 ha pubblicato due brevi ma piacevoli lavori e pare pronto a dare alla luce “Melt My Eyez, See Your Future”, e Vince Staples, reduce da un 2020 piuttosto opaco e caratterizzato da singoli molto deboli: speriamo possa recuperare la forma migliore nell’anno nuovo.

Per finire, abbiamo degli album ormai mitici, almeno nell’immaginario collettivo, probabilmente destinati a vedere la luce prima o poi… ma chissà quando! Per esempio, “Masochism” di Sky Ferreira è dibattuto ormai da anni, con la stessa Sky che pareva pronta nel 2019 a pubblicarlo ma poi era stata fermata dalla pandemia e dalla decisione di non farlo fino alla cacciata di Donald Trump dalla Casa Bianca. Chissà quindi che il 2021 non sia l’anno buono. Stendiamo un velo pietoso poi su “Dear Tommy”, il fantomatico seguito di “Kill For Love” dei Chromatics (che nel frattempo hanno pubblicato altri CD peraltro).

Se quindi il 2020 è stato un anno interessante, almeno per il mondo della musica, chissà il 2021 cosa ci riserverà! A-Rock proverà come sempre, al meglio delle sue possibilità, a darvi una copertura ampia e variegata!

Gli album più attesi del 2020

L’anno, anzi la decade, sta per finire. Tuttavia, ad A-Rock guardiamo sempre al futuro e siamo pronti per un 2020 stellare. Andiamo a vedere insieme i CD più attesi da critica e pubblico: il nuovo anno si preannuncia ricco di ritorni attesissimi.

Peraltro, la tendenza a vedere nei primi anni della decade uno spartiacque viene suffragata da tre dati: “Nevermind” dei Nirvana, “Kid A” dei Radiohead e “My Beautiful Dark Twisted Fantasy” di Kanye West sono stati incisi rispettivamente nel 1991, 2000 e 2010. Nessuno può negare l’influenza che questi classici hanno avuto sugli anni successivi, pertanto prepariamoci ai fuochi d’artificio.

Se nel gennaio 2019 avevamo eletto come artista più atteso i Vampire Weekend, ben ripagati dal pregevole “Father Of The Bride”, nel 2020 abbiamo due gruppi pronti a dare una svolta alla loro già prospera carriera: The 1975 e Tame Impala. In realtà entrambi avevano promesso di far uscire gli eredi di “A Brief Inquiry Into Online Relationships” (2018) e “Currents” (2015) nell’anno che sta per finire, ma entrambi vedranno la luce solamente nel 2020. Se da un lato, con i The 1975, abbiamo probabilmente la band rock di maggior successo fra i giovani, i Tame Impala hanno rivoluzionato il concetto stesso di psichedelia. Inutile dire che da “Notes On A Conditional Form” (dei britannici The 1975) e “The Slow Rush” (degli australiani Tame Impala) ci aspettiamo molto.

Se concentriamo la nostra attenzione sul mondo rock, notiamo che oltre The 1975 e Tame Impala, abbiamo altri beneamati artisti pronti a pubblicare nuovi dischi. Ad esempio, Dan Bejar aka Destroyer ha già annunciato che il nuovo lavoro del progetto, “Have We Met”, vedrà la luce il 31 gennaio. Anche gli IDLES, gruppo punk inglese osannato Oltremanica, pubblicherà il seguito di “Joy As An Act Of Resistance” (2017), intitolato provvisoriamente “Toneland”, l’anno prossimo. Vi sono poi tre gruppi ormai veterani dell’indie rock, ovvero Phoenix, Spoon e Real Estate, che dovranno confermare i precedenti lodevoli CD per restare sulla cresta dell’onda. Il mondo pop-punk (con venature emo) è poi giustamente in fermento per i ritorno di due fra le band più amate del movimento: i Green Day e i My Chemical Romance. Specialmente per i secondi, riunitisi dopo 7 anni, l’attesa è fortissima. Chiudiamo poi con due nomi conosciutissimi: The Killers e Red Hot Chili Peppers. Di loro non si hanno notizie certe, nondimeno gustare il seguito di “Wonderful Wonderful” e il nuovo LP dei RHCP con John Frusciante di nuovo nel gruppo varrebbe davvero tantissimo.

È tuttavia il mondo del pop a destare maggior curiosità: attesi al varco abbiamo pezzi da 90 del calibro di Frank Ocean, The Weeknd e Rihanna. Stiamo parlando di tre fra i più celebri artisti dei nostri anni, che vengono dai migliori lavori della carriera (RiRi e Frank) oppure da anni bui creativamente parlando (il canadese Abel Tesfaye). Ma non finisce qui: pare che anche Lady Gaga sia pronta a pubblicare il seguito di “Joanne” (2016), annunciato già nel 2019 ma poi posticipato per gli impegni cinematografici della Nostra.

Passando all’hip hop, ormai il genere dominante nelle classifiche di mezzo mondo, i nomi da tenere d’occhio sono due: Drake e Kendrick Lamar. Parliamo di due veri pesi massimi del panorama musicale contemporaneo: se il primo ha saziato i fans nel 2019 con la raccolta “Care Package”, è lecito aspettarsi il seguito del deludente “Scorpion” nel 2020? Pare di sì. Il contrario vale per K-Dot: dopo tre album clamorosi e il premio Pulitzer (!), saprà tenere testa a critica e pubblico con un altro lavoro altrettanto riuscito? Da non sottovalutare poi Travis Scott: il giovane rapper, reduce dallo strepitoso successo di “ASTROWORLD”, saprà creare un altro blockbuster di quel livello? Menzione infine per i Run The Jewels: il quarto capitolo della loro discografia, annunciato per il 2019, non ha ancora visto la luce. Ok, seguire “RTJ3” (2016) non è semplice, però anche illudere così i propri fans non è comportamento trasparente!

L’elettronica ha vissuto nel 2019 un anno interlocutorio: il 2020 però pare destinato a vedere il ritorno di artisti del calibro di The Avalanches, Caribou e Grimes. Soprattutto quest’ultima è davvero attesa al varco: dopo il buon successo di “Art Angels” (2015) e la sfilza di singoli pubblicati nel corso del 2019, cosa dobbiamo aspettarsi da “Miss Anthropocene”? Nome poi da tenere sott’occhio è Neon Indian: il progetto di Alan Palomo sembra finalmente pronto a pubblicare il follow-up di “VEGA INTL. Night School” (2015). Come sempre avvolto nel mistero il destino di “Dear Tommy” dei Chromatics: il 2020 sarà l’anno in cui l’ormai mitico album vedrà la luce?

Chiudiamo con una lista di artisti che hanno seminato indizi, ma su cui non abbiamo certezze: Fleet Foxes, Parquet Courts e Iceage fanno sicuramente parte di quei gruppi che hanno dato tanto alla musica degli anni ’10 e che siamo impazienti di sentire con pezzi inediti. Stesso dicasi per Strokes, St. Vincent e Car Seat Headrest. I primi vengono da tre anni d’inattività e Julian Casablancas pare concentrato sul progetto parallelo dei Voidz, ma mai dire mai giusto? Annie Clark invece ha remixato acusticamente il pregevole “MASSEDUCTION” (2017) l’anno seguente, ma pare pronta a riprendere l’attività là dove si era interrotta: brani indie pop, con improvvisi squarci di chitarra elettrica e testi corrosivi. Infine Will Toledo e compagni: loro vengono dal meraviglioso “Twin Fantasy” (2018) e, sebbene non vi siano certezze al riguardo, un suo erede pare probabile.

Insomma, il 2020 si annuncia un anno esplosivo, con molte promesse pronte a sbocciare e veterani che vogliono mantenere il comando delle operazioni. State sintonizzati: A-Rock proverà, al meglio delle sue possibilità, a guidarvi nel mare magno che è diventato il panorama musicale contemporaneo!